Fake news: M5s, il nostro network enorme e trasparente

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Fake news: M5s, il nostro network enorme e trasparente
28/11/2017

Salvini: "Renzi da ricovero". La proposta del Pd: sanzioni da 500 a 5 milioni di euro

Quello del M5s è "un network enorme che ha più di dieci milioni di like e raggiunge ogni giorno milioni di italiani nella massima trasparenza ed è composto da persone fisiche facilmente rintracciabili e pubbliche. I giornali e i telegiornali, su input del Pd, parlano da giorni di due pagine Facebook, che non sono assolutamente riconducibili alla comunicazione ufficiale del MoVimento 5 Stelle e gestite da uno talmente grillino che ha gestito anche dei siti della Lega per soldi". E' quanto sostiene il M5s sul blog di Beppe Grillo.

I siti "incriminati", sottolinea il Movimento, "hanno rispettivamente 20.000 e 90.000 like e sarebbero il motivo del successo della comunicazione web del M5s. I numeri parlano chiaro e parlano da soli. Non c'è nulla da aggiungere".

Per il blog "andare contro l'evidenza matematica è da frustrati. Il network del Movimento 5 Stelle è enorme, trasparente e a costo zero perché è fatto dai suoi stessi portavoce. Il segreto è tutto qua. È tutto alla luce del sole ed è molto più semplice di quanto vogliano farvi credere. Fake news? No: proposte e programmi per i cittadini lanciati ogni giorno da pagine direttamente riconducibili al MoVimento 5 Stelle che raggiungono ogni giorno milioni di persone e seguitissime perché dietro ci stanno portavoce in carne e ossa. Altro - ripete il M5s - che due paginette anonime e dai nomi improbabili gestite da un consulente a libro paga della Lega Nord. Continuate a seguire le nostre pagine ufficiali!".

Sull'argomento interviene anche il segretario della Lega Matteo Salvini: "Per me siamo alla follia: che il segretario del partito al governo in Italia si preoccupi di curiosare su Fb o Twitter è da ricovero. Le vere bufale le abbiamo al governo", afferma. "Noi non abbiamo guadagno una lira mentre loro già occupano giornali, radio e tv. Le bufale in Italia vengono propagandate col megafono del governo da tutti i tg e poi vogliono imbavagliare la rete? Ma siamo seri! Il segretario del Pd dovrebbe preoccuparsi di pensioni, lavoro sicurezza e giustizia", aggiunge Salvini.

Il ddl presentato dal Pd a firma del capogruppo al Senato Luigi Zanda e di Rosanna Filippin, per contrastare il fenomeno delle bufale che, a giudizio del partito di Renzi, rischiano di inquinare la prossima campagna elettorale, riguarda le "norme generali in materia di social network e per il contrasto della diffusione su internet di contenuti illeciti e delle fake news".

A rivelarne il contenuto è il quotidiano "La Repubblica" sottolineando che le "fake news" di fatto spariscono quando si passa alla lettura dell'articolato. "La legge, che ricalca una legge analoga approvata in Germania, si occupa - afferma 'La Repubblica' - di una serie di reati contro la persona e contro lo Stato, dalla diffamazione alla pedopornografia, dallo stalking al terrorismo. Ma non definisce e non cita le fake news. La foto di Maria Elena Boschi ai funerali di Riina potrebbe rientrare in questa legge in quanto contenuto diffamatorio, ma si tratta di una circostanza già prevista dalle attuali norme".

La parte "inedita" riguarda, per Repubblica, la definizione di social network che dovrebbe sottostare alla legge, al contrario delle testate online che ne sono esentate. "In pratica una notizia pubblicata da un social viene assoggettata a un controllo mentre lo stesso contenuto su un giornale online è esente dal controllo". Ma, osserva il quotidiano, "questo potrebbe avere ricadute sul principio di uguaglianza. Inoltre i social regolamentati sono solo quelli che hanno più di un milione di utenti in Italia, disposizione che può creare problemi a causa delle fluttuazioni di utenti". 

Ieri era proseguita la polemica fra Renzi ed i Cinquestelle, con il segretario Dem che aveva rilanciato l'attacco sulle 'bufale' dopo il warning suonato alla Leopolda ed il contrattacco del MoVimento: "Nessuno di noi evoca Russiagate, nessuno di noi chiede leggi per la censura, nessuno di noi fa soldi sul web. Chiediamo semplicemente di difendere la libertà degli elettori e dei nostri figli". I 5 Stelle avevao infatti replicato a stretto giro alla denuncia del segretario Pd con il blog di Beppe Grillo: "Spacciano per inchieste giornalistiche sulle fake news una ricerca condotta da un dipendente di Marco Carrai, fonte, vista la sua estrema vicinanza a Renzi, piuttosto discutibile. Diciamocelo chiaramente: sembra un giochino apparecchiato su misura al segretario del Pd, oramai in caduta libera". E Renzi aveva controreplicato: "Stanno messi male, non c'è dubbio.

FONTE: ANSA



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